Stato dell'Arte Festival 1a Edizione 27|28|29 Settembre 2024
Passato

Stato dell'Arte Festival 1a Edizione 27|28|29 Settembre 2024

27 settembre 2024 - 29 settembre 2024

Dettagli Evento

“A che cosa serve l’arte?”

È giusto porsi questa domanda ancora oggi? Oggi più che mai c’è bisogno di interrogarsi e di interrogare, di fare domande e capire, di parlare e di ascoltare, di incuriosirsi e approfondire, per leggere meglio le pieghe di una società contemporanea in continuo cambiamento. E c’è bisogno di arte. Arte per valorizzare il territorio, gli spazi urbani, le storie individuali e quelle collettive, l’arte come connessione con la cultura e le culture, arte come legame col territorio e i territori.

“Ecco forse a che cosa servono l’arte e il suo valore di profezia: ad affermare con voce limpida che il cambiamento è possibile, che l’utopia non è un sogno, ma un progetto non ancora realizzato, inconcepibile finché non viene annunciato”.

Alla luce di tre edizioni di Piano City Lecce e dell’enorme successo riscosso dalla manifestazione, l’associazione organizzatrice Icon* Radio Visual Group APS intende imprimere un carattere ancora più culturale all’idea di portare la musica del pianoforte nei luoghi urbani. Nasce così una nuova idea di Festival, che supera i confini di tempo e spazio allarga la visione, mescola linguaggi. Perché l’arte non è un universo parallelo: è dentro la società, la influenza e ne è influenzata, respira e si nutre delle diverse espressioni e linguaggi, ne assorbe i codici per inventarne di nuovi, la trasforma affrontando le sfide del nostro tempo. Ecco perché è importante riportare la produzione artistica e culturale al centro della società.

La contemporaneità ci mette davanti a sfide sempre più complicate: l’ambiente, il clima, il degrado urbano e sociale, la povertà di relazioni…Abbiamo il dovere di interrogarci e scegliere come valorizzare talenti, risorse, competenze, linguaggi, coltivare la diversità, cogliere la creatività locale per lanciarla grazie al digitale nella stratosfera globale, aprirci all’ascolto, prestare attenzione non solo ai grandi nomi dell’arte ma al nostro tempo, ai tanti giovani artisti, alle diverse discipline e linguaggi. E creare così il cambiamento.

Lo stato dell’arte è un’espressione che ha già insita una domanda, esprime già un approccio indagatore: qual è la situazione attuale? Da dove partiamo? Sapere, poi, anche dove si vuole andare, e come, rende il viaggio di SDAF ancora più avvincente.

Lo stato dell’arte è appunto un viaggio, non ha un luogo definito, proprio perché l’arte è e può essere ovunque.

Non ha un codice espressivo univoco, una disciplina d’elezione, ma guarda ai linguaggi differenti, li mescola in una commistione vitale, li racconta e li valorizza. Perché abbiamo bisogno di tornare a stare insieme, abbiamo bisogno di recuperare il senso autentico delle relazioni, di stabilire connessioni, di nutrire nuovi legami. Di stabilire un nesso fra il vivere quotidiano e l’arte. Fra l’ordinario e lo straordinario. Di scrivere una nuova storia. Un nuovo mondo.